Defunti e viaggio astrale tra ipotesi e scienza

Defunti e viaggio astrale tra ipotesi e scienza - viaggioastrale.it

Incontrare i propri cari defunti sul piano astrale?

Si sente spesso parlare di vita oltre la vita, tunnel di luce, stati di premorte e argomenti simili in cui le visioni dei propri defunti fanno da riflettore principale. Frequentemente l’esperienza di viaggio astrale, proprio per la sua fenomenologia è associata o interconnessa con le argomentazioni legate al mondo dei defunti. Molte persone sperano o ipotizzano che l’esecuzione di un viaggio astrale cosciente possa metterle in relazione diretta con i loro cari. Daltronde se molte persone affermano di vedere i loro cari in un semplice sogno, in caso di uscita dal corpo la cosa dovrebbe essere scontata. Le idee e le ipotesi in gioco però sono tantissime.

L’ipotesi scientifica
Innanzitutto e cosa fondamentale, la veridicità del viaggio astrale. Se seguissimo l’ipotesi scientifica per cui il viaggio astrale è giusto uno stato allucinatorio comprensivo di alienamento sensoriale fisico allora potremmo dare già per scontato che l’eventuale incontro con un parente defunto non sia altro che una palese allucinazione visiva che prende forza dal nostro subconscio o dalla nostra emotività.
Preambolo dell’ipotesi spirituale
Scartata l’ipotesi scientifica bisognerà prima constatare quanto segue: in campo spirituale tutto vibra ed ogni cosa, ogni corpo, ogni mondo, ogni stadio evolutivo ha una determinata frequenza e in base a tale frequenza una eventuale entità, ma anche noi stessi, saremo visibili o meno in un determinato stadio di esistenza. Da qui nasce anche tutta la classificazione dei vari piani e corpi fisico, eterico, astrale, mentale, causale etc, che ci permetterebbero di accedere a piani diversi dal nostro.
Lo stato vibratorio determina la percezione del piano esistenziale
Detto questo, chi sperimenta il viaggio astrale conoscerà bene il proprio stato vibratorio perchè percebibile spesso durante la fase di distacco dal corpo; l’esperienza di viaggio astrale ci permetterà di accedere al piano astrale. In una esperienza di premorte lo stato vibratorio dovrebbe essere simile a quello di una esperienza astrale e permetterci di vivere la stessa tipologia di esperienza anche se a
scaturirla è un evento differente. Come sappiamo però quasi la totalità delle persone che hanno avuto esperienze di premorte raccontano di aver visto i loro cari defunti, mentre nel campo delle esperienze di viaggio astrale la cosa è quasi del tutto assente.
Dichiarazione di un’ipotesi d’esistenza
Può essere che nel caso di esperienza di premorte l’interessato sia mentalmente rivolto all’idea della morte concreta, ma è anche vero che negli stati di premorte il corpo fisico anche se per qualche piccolo istante rimane veramente morto. Con questi presupposti potremmo affermare che l’esperienza di premorte in realtà ci porta ad uno stato vibratorio più alto praticamente pari allo stato vibratorio dei cari defunti mentre in una esperienza di viaggio astrale, essendo ancora legati ad un corpo fisico vivo, il nostro stato vibratorio nel 99% dei casi sia decisamente inferiore e quindi non ci permetta di accedere al “regno dei defunti”.
Defunti che scendono verso il piano fisico declassando lo stato vibrazionale
Sappiamo, specialmente nelle esperienze di viaggio astrale, che il nostro stato vibratorio è modificabile, alcune persone riescono in fase di distacco, durante lo scatenarsi dello stato vibratorio (ma anche successivamente), a modificare frequenza e intensità delle vibrazioni arrivando a vivere esperienze più o meno raffinate nel piano astrale se non addirittura a vivere esperienze degradate in un piano più vischioso molto vicino al piano fisico nel caso di declassamento delle vibrazioni. L’altezza delle vibrazioni può dipendere da svariati motivi, come la condotta di vita, il livello spirituale, una malattia fisica, sentimenti negativi, sentimenti positivi etc. La considerazione che ne scaturisce da tutto questo è: possono delle entità disincarnate, quindi dei defunti, modificare il proprio stato vibrazionale per scendere e mostrarsi in un piano di esistenza più vicino a quello fisico, quindi fare il persorso inverso al nostro? In teroria si, daltronde il disincarnato dovrebbe aver preso una buona confidenza con il proprio stato vibrazionale, tanto che nell’intera storia dell’umanità vi sono racconti di qualsiasi genere legati ad apparizioni, possessioni, incontri occulti, sedute spiritiche, interlocuzioni, fotografie di spiriti etc. Sarà poi compito dei vari interessati certificarne l’autenticità o meno e starà a noi valutare sino a dove credere o non credere.
Spostarsi all’interno di fasce vibrazionali confinanti
Concludendo, si dovrebbe ipotizzare che ogni corpo vivificato abbia un determinato spazio vibrazionale all’interno del quale può muoversi verso l’alto è verso il basso. I vari spazi vibratori potrebbero intersecarsi lievemente nelle zone di confine e permettere a chi ha più esperienza di muoversi all’interno della prima parte vibratoria dei piani confinanti, mostrandosi o interferendo seppur in maniera poco produttiva e non totalmente influente con quel piano adiacente. Questa forse potrebbe essere la causa di scambio tra un piano e l’altro. Il cambio di piano avverrà completamente solo alla morte del corpo che vivifica una determinata zona. Chissà che non vi siano entità capaci di un più ampio spettro vibratorio, tanto da compenetrare più sottopiani contemporaneamente, se ci pensiamo bene l’uomo stesso potrebbe essere una di quelle entità perchè vive nello spettro vibratorio del mondo fisico ma può spaziare con il viaggio astrale anche nello spettro vibratorio del piano astrale.

Tutto quanto sritto è in parte basato sulla cultura spirituale classica e in parte sviluppato sulla base di ipotesi. DISCUSSIONE SUL FORUM: QUI

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