
Quanti sogni abbiamo fatto nella nostra vita? E quanti di questi ci hanno illuso così profondamente da non renderci conto di stare sognando?
Ogni notte, ogni sogno, diventa per noi una vera e propria vita.
Ma vi siete mai chiesti, mentre eravate all’interno di un sogno, se ciò che stavate vivendo fosse reale oppure no?
Probabilmente no. Così come nella vita di tutti i giorni viviamo e andiamo avanti dando per scontato che tutto sia reale e coerente, allo stesso modo accade nei sogni. Anche quando sono strani o popolati da esseri improbabili, tutto ci appare paradossalmente normale.
E se anche la vita quotidiana fosse, in qualche modo, un sogno?
Quali sono davvero le differenze tra un sogno notturno e la realtà?
Una notte ho sognato di trovarmi in un bar, a chiacchierare serenamente con un gruppo di amici di vecchia data. Conoscevo perfettamente ognuno di loro: il passato, il lavoro, le relazioni. Avevo una vita ben definita all’interno del sogno. Era una scena assolutamente ordinaria, come tante che potremmo vivere ogni giorno.
Al risveglio, però, analizzando ciò che ricordavo, mi sono reso conto di non aver mai conosciuto nessuna di quelle persone e che la mia vita reale era completamente diversa da quella vissuta nel sogno. Ciò che più mi ha colpito è stata la “memoria storica” presente nel sogno: conoscevo tutto e tutti, ricordi compresi, come se fosse una vita autentica.
Si potrebbe obiettare che un sogno dura poco rispetto a una vita intera. Eppure, mentre sogniamo, non sembra affatto così.
Questa introduzione serve a mostrare quanto un sogno possa illuderci e quanto possa velare la nostra percezione della realtà. Comprendere questo meccanismo è un passo fondamentale nel percorso del Viaggio Astrale.
È importante imparare ad addormentarsi con l’intento di osservare i propri sogni, diventandone osservatori critici. Solo così possiamo imparare a distinguere il sogno dalla realtà. Quando il sogno viene riconosciuto come tale, l’attenzione si intensifica e la coscienza si risveglia.
Una volta stavo sognando di passeggiare lungo una strada asfaltata di periferia, in una splendida giornata di sole. A un certo punto mi sono girato per tornare indietro e, nell’istante in cui mi sono voltato, tutto era bagnato, come se avesse appena piovuto. In quel momento sono riuscito a diventare critico rispetto a ciò che stavo vivendo: non era possibile, né razionale, che la strada fosse bagnata senza alcuna pioggia.
In quell’istante ho preso coscienza di stare sognando. Sono sopraggiunte le vibrazioni e ho potuto accedere al Viaggio Astrale.
Questo non è l’unico modo per intraprendere un viaggio astrale, ma è senza dubbio uno strumento molto potente da attivare dentro di noi, capace di aprire esperienze straordinarie.
Un ultimo esempio mostra quanto sia forte l’assuefazione alle nostre esperienze oniriche e astrali, al punto da confonderle tra loro.
Una mattina mi sono “svegliato”, mi sono alzato e tutto sembrava normale, tranne un dettaglio: la casa era strutturata in modo diverso dalla mia. In un primo momento non ci ho fatto troppo caso. Dentro di me ho pensato che potesse trattarsi di un viaggio astrale, ma ho subito scartato l’idea, convinto di essere completamente sveglio.
Mi guardavo intorno, confuso e stupito, quando improvvisamente mi sono svegliato nel mondo reale, ancora più disorientato. L’esperienza era stata talmente realistica da rendere irreale il vero risveglio.
Se questa spiegazione vi ha creato un po’ di confusione, tanto meglio: può diventare una leva in più per sviluppare osservazione e consapevolezza nelle vostre esperienze.
Ricordate: tutti facciamo Viaggi Astrali. Il difficile non è farli, ma riconoscerli e diventarne coscienti.
